sarnese avellino è finita
La gara dell’andata allo Squitieri di Sarno, i Cavalieri prevalsero sui lupi

“Il Presidente della Federazione Italiana Rugby : Alfredo Gavazzi ha disposto che venga osservato un minuto di silenzio, nel week -end, sui campi di tutta Italia, in memoria dell’atleta dll’Accademia Ivan Francescato : Filippo Cantoni, del Consigliere Federale: Roberto Besio e di Salvatore Di Padova, atleta della Soc. Sulmona Rugby” . Con questa nota arrivata in società la Fir, quindi per volere del Presidente Gavazzi ha proclamato un minuto di raccoglimento in tutti i campi ovali della Nazione, quindi anche in Avellino Rugby – Pol. Sarnese Rugby, domani pomeriggio, con drop d’inizio previsto per le 14:30, ricorderanno i due sfortunati rugbisti, periti in un incidente automobilistico a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro e l’improvvisa scomparsa dell’accompagnatore dell’Under 20. Le Nazionali impegnate nel weekend in Galles, giocheranno tutte con il lutto al braccio. Precisato quanto accadrà prima della gara, detto che anche l’Avellino Rugby si unisce idealmente al dolore delle famiglie, i lupi verdi dell’Irpinia sono pronti a sfidare i Cavalieri di Sarno, come detto sarà un Avellino incerottato quello che affronterà il match casalingo, alle defezioni già descritte per infortunio dei vari Montefusco, Console, Raosa,  Balletta a quelle lavorative di De Luca e a quelle personali di Petruzziello ed Imparato si aggiunge anche quelle del porticese Calì. Restano in dubbio quelle di Spiniello e Capasso, mentre hanno dato piena disponibilità il piccolo pastore G. Lombardi e il paternese Roberto, così come i “rientranti” Fiore e R. Borriello, ancora presto invece per vedere in campo l’australiano Russo ed il montefredanese Govetosa, ma non per questo i ragazzi del Presidente Roca, scenderanno sul terreno amico disposti a recitare il ruolo della vittima sacrificale contro la quarta forza del torneo. Nell’ultimo comunicato abbiamo parlato del buon campionato che stanno disputando i biancorossi di Sarno, nati dalle ceneri dell’ex Rugby Nuceria, che in passato ha già dato seri grattacapi a Pericolo&company. Al timone del nuovo club, iscrittosi al torneo solo quest’anno, vi è una vecchia volpe del rugby regionale, parliamo del buon Salvatore Lucia, coadiuvato da Rocco Margiotta, figlio di Tonio, antica conoscenza dell’ovale tinto di biancoverde, grande conoscitore della disciplina, per la sua lunga militanza nella massima serie con il Rugby Milano. Durante l’anno di inattività, il club si è riorganizzato, continuando come prima dell’improvvisa decisione di non iscriversi allo scorso campionato, a collaborare con il movimento nato precedentemente nella vicina Castellammare di Stabia (ex Wasps) che nel frattempo  erano andati a rinfoltire l’organico dell’Arechi Rugby, in più nel sintetico dello Squitieri di Sarno, hanno trovato nuova linfa,  al fine di formare una Polisportiva che incorpora anche altre discipline sportive. Scavando negli archivi, i precedenti con il club – allora Rugby Nuceria, ma comunque allenato dallo stesso Lucia – sono  poco confortanti; nei sei precedenti in cui le due squadre si sono incontrate, sono a favore dei molossi  che conducono quattro vittorie a due. Tutto nacque nel dicembre del 2009, quando i biancoverdi espugnarono il “Comunale” di San Valentino Torio con il punteggio di 7-21 – mete di Carmine De Prizio e Alex Montefuscosolo uno trasformato da Rauseo più altri tre realizzati da calcio piazzato – nella gara di ritorno i nocerini ricambiarono il favore sbancando il terreno di “Borgo Ferrovia”, l’ illusoria meta iniziale di Barbarisi e due calci di Rauseo non bastarono, il Nuceria s’impose 11-17. L’anno dopo si suonò la stessa musica, vittoria casalinga questa volte dei molossi 16-7, la meta ospite fu realizzata da Roberto De Luca e trasformata da Pericolo, al ritorno al “Santo Spirito”, lupi vittoriosi 14-0, quel giorno fece tutto De Luca, due mete e due calci. Nell’ultimo precedente parliamo della stagione 2011/12, i  rossoneri , ebbero la meglio con una vittoria beffa allo scadere, di misura 10-11 , meta irpina di Esposito Alaia, e due calci uno susseguente alla meta e uno piazzato di Bronzone, l’ex torrese, per due volte, l’ultima proprio allo scadere vide terminare la sua parabola di un soffio sotto il palo orizzontale, vedendo sfumare la possibile vittoria dei suoi. Mentre al ritorno gli uomini di Lucia, bissarono il succeso con un perentorio 10-6, due mete per i salernitani dell’agro-nocerino-sarnese senza alcuna trasformazione, due calci entrambi trasformati da Bronzone. Per poi ritrovarsi nella gara di andata dove allo Squitieri di Sarno i padroni di casa ebbero la meglio sulla truppa di mister Caliano e del direttore tecnico Bianco, con il punteggio di 46-15 – sette mete a due – Venti quindi i convocati, li elenchiamo come al solito in ordine alfabetico: Balsamo, Barbarisi, Borriello, Caliano, Capasso, A. De Mattia, G. De Mattia, Fiore, Vc. Gaita, Vg. Gaita, Iannaccone, G. Lombardi, S. Lombardi, Mernone, Pericolo, Roberto, Ruggiero, Sellitto, Spiniello, Vietri.

Under 16

Ritorna in campo anche l’Under 16 che domani sarà impegnatata alle ore 10:30 al Pacevecchia di Benevento, kick-off previsto per le 10:30, contro i pari età del Rugby Clan di Santa Maria Capua Vetere, ricorderete chei lupacchiotti partecipano al torneo insieme alle Streghe di Benevento, società cara al Presidente Follo, hanno chiuso il girone di andata con tre vittorie e sei sconfitte, chiudendo al terz’ultimo posto.

Il Galles vince ma trema, Italia k.o. 23-15, Campagnaro show!

Onore, orgoglio e qualche rimpianto. L’Italia del Millennium Stadium si trasforma e torna ad essere quella che l’anno scorso a Twickenham aveva fatto tremare l’Inghilterra. Così per poco il 6 Nazioni 2014 non comincia, in chiave azzurra, con la più clamorosa delle vittorie, e finisce 23-15. Contro i vincitori delle ultime due edizioni del torneo si è vista la migliore versione dell’Italrugby, con il semi-esordiente (3 presenze con oggi) Michele Campagnaro superlativo e ‘man of the match’ (ha segnato due mete, primo azzurro nella storia del torneo a compiere questa impresa a Cardiff, ”e adesso tutto mi sembra un sogno”, dice), e una prestazione complessiva al termine della quale gli uomini di Brunel, e lo stesso ct, hanno il diritto di lamentarsi per alcune decisioni arbitrali dell’irlandese Lacey che, nel finale, hanno orientato il match verso i padroni di casa. Nel rugby non è usanza comune lamentarsi sull’operato di chi dirige la gara, ma stavolta Lacey l’ha fatta grossa: su mischia in cui la punizione avrebbe dovuto essere a favore degli ospiti, la decisione è stata ‘invertita’ penalizzando Castrogiovanni, così Halfpenny ha potuto segnare il piazzato che, in pratica, ha deciso il match portando i gallesi a +8. ”L’arbitro ci ha fischiato contro senza motivo, dando una mano al Galles – ha detto a fine match capitan Parisse – e per questo ci sentiamo frustrati. Ma ho detto ai miei compagni di non pensarci troppo: in fondo è stata comunque una delle nostre migliori prestazioni in trasferta, pari a quella di Londra, e adesso dobbiamo subito concentrarci sulla sfida contro la Francia: domenica 9 a Parigi sarà 30 volte più dura di oggi”. In un Millennium Stadium che ancora una volta ha regalato emozioni uniche, con il tetto chiuso e il Coro che prima degli inni ha intonato canzoni dei Beatles e musiche di Giuseppe Verdi, gli azzurri hanno giocato una partita fatta di disciplina, voglia di osare e ritrovate aggressività difensiva, con i giovani tre quarti italiani a giocare alla pari con i migliori pari reparto del Vecchio continente, ovvero quelli del Galles. Peccato solo per il risultato, che lascia una sensazione di amaro in bocca ripensando a quel calcio di Allan che ha centrato il palo e a quella trasformazione dello stesso Allan svirgolata di poco. E peccato anche per la meta non concessa dal Tmo a Parisse (”ma forse c’era l’ ‘in avanti”’, ha ammesso il capitano) e per quell’errore dell’esordiente Esposito dopo appena 3 minuti: per uno strano rimbalzo dell’ovale, il n.14 ha mancato una facile copertura su calcio a seguire di Priestland permettendo a Cuthbert di andare in meta. Ma va anche detto, a suo merito, che il napoletano ex capitano dell’under 20, appena promosso nella nazionale maggiore, non si è lasciato andare e poi ha giocato una partita coraggiosa. Ripensando a tutto ciò che è successo, viene da dire che questa di Cardiff è stata un’occasione mancata, ma si è vista comunque una bella Italia, che ha fatto soffrire i campioni uscenti e nel finale li ha costretti a ‘congelare’ la partita, con i 67mila del tempio del rugby venuti a celebrare i loro campioni e invece costretti al silenzio o ai fischi di frustrazione. Insomma, Brunel ha ritrovato l’Italrugby dello scorso 6 Nazioni e per questo adesso si definisce ”orgoglioso dei miei perchè mi è piaciuto l’atteggiamento di oggi. Abbiamo ritrovato il giusto modo di difendere, l’aggressività che ci era mancata nelle ultime partite, anche se oggi due nostri errori ci sono costati altrettante mete. Volevamo mettere in difficoltà i nostri avversari in casa loro, e ci siamo riusciti. I giovani? Bravissimi, e ora aspetto conferme perchè sto già formando il gruppo per il Mondiale del prossimo anno”. (Arom)

millenium
Il tempio del rugby. ” Il Millennium stadium” di Cardiff
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