“Il rugby non finsce all’ottantesimo e nemmeno quando appendi le scarpe al chiodo. Il rugby è per tutta la vita”
Pablo Devoto

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La gioia dei lupi a fine gara, che vanno a salutare i propri sostenitori, assiepati dietro lo striscione “Grazie Mernone”

C’è voluto il miglior Avellino Rugby della stagione per avere ragione sugli universitari del Cus Cosenza, e alla fine dopo una gara giocata con grinta da vendere, coraggio da ammirare e tenacia da conservare, sono riusciti ad uscire per la quarta volta in questa stagione a braccia alzate dal terreno di gioco. 22-10 il risultato finale uscito dal Manganelli che ha soddisfatto non poco il numeroso pubblico accorso, il quale ha voluto festeggiare l’ultima partita casalinga dell’evergreen Mernone, che per sopraggiunti limiti di età dovrà giocoforza arrendersi a disputare partite ufficiali, così come del resto il mister dei lupi Carmine Caliano, oggi in panchina per i problemi ancora non risolti alla caviglia dx, infortunatasi al Vestuti quindici giorni orsono. Il team del Presidente Roca, oggi davvero ha stupito i presenti, giocando una gara al limite della perfezione, studiando l’avversario nelle battute iniziali colpendolo poi sul finire del tempo, con l’arma migliore riuscita purtroppo solo in parte a sfoggiare in quest’annata, vale a dire il continuo movimento dell’ovale per così sfruttare la velocità sui 3/4 degli elementi migliori della rosa, vale a dire l’eterno Pericolo anche oggi gladiatorio, auture di due mete che lo permettono di raggiungere in testa alla classifica con otto centri Bob De Luca, migliorando così il bottino della sua splendida carriera – si fermò a sette centri in un anno, nel campionato 2008/09, secondo della gestione Rea – del Kurt Cobain atripaldese Antonio De Mattia, e dei vari, Ruggiero, Raosa e Virginio Gaita, autentiche frecce conficcatesi nelle file nemiche. Ma Quest’oggi tutto il complicato ingranaggio della palla ovale inculcato da mister Caliano e dal direttore tecnico Bianco, ha funzionato a dovere, trovare un solo elemento in campo a non essersi guadagnato la pagnotta ci risulta davvero difficile, a partire dal pack di mischia, dove i sacrifici in prima linea di Mernone, Sellitto e Forino non sono passati inosservati, così come quelli di un pimpante e devastante G. De Mattia e del prezioso Balletta, per non parlare della grinta e l’acume tattico sfoggiati dai due flanker Vietri e Capasso supportati da un superbo Lombardi, l’abilità di dettare i tempi delle giocate, comandando la mischia con la bacchetta della pulce Gaita, impreziositi dal supporto della gazzella Iannaccone, schierato nell’inedito ruolo di apertura, sempre il primo a sostenere e tra i più puntuali a difendere, nel finale gloria anche per l’ultimo degli innesti del club, Rocco De Piano, il diciassettenne serinese, negli ultimi cinque minuti ha  fatto rifiatare il sempreverde Mernone, osannato dalla platea con tanto di striscione e di bengala che han salutato la sua uscita dal rettangolo di gioco. Chiudendo sul 15-5 la prima frazione di gioco, sembrava fatta, invece gli irpini hanno subito il ritorno dei cosentini, che hanno provato a riaprire il match segnando negli ultimi dieci minuti, ci è voluto un intercetto di A. De Mattia a chiudere la contesa e a dar fiato alle trombe e al rullare dei tamburi per i lunghi festeggiamenti, tutti per Mernone. Il sempreverde avanti avellinese, ma oramai manocalzatese di adozione, a fine partita con un briciolo di commozione ha voluto ringraziare tutti i presenti all’incontro, in particolare i suoi compaesani, che lo hanno incoraggiato e sostenuto per tutto l’incontro : ” Ringrazio tutti coloro che son venuti, diciamo così, a salutare la mia ultima prestazione tra le mura amiche, non mi aspettavo tutto quest’affetto e questo clamore, ho fatto fatica a contenere le mie emozioni – ha poi aggiunto ribadendo la suà volontà di continuare l’avventura ovale con i colori a lui cari – Domenica a Catanzaro sarà l’ultima gara, poi purtroppo dovrò fermarmi, continuerò con il lavoro intrapeso quest’anno lavorando con il Settore Giovanile, non disdegnando, qualora ce ne fosse bisogno, di collaborare con i responsabili della prima squadra, l’Avellino Rugby per me è come una seconda pelle!”.
La Partita
Come spesso è accaduto in questa tormentata stagione, il duo Caliano&Bianco deve far fronte alle assenze dell’ultima ora, dei venti arruolabili alla vigilia, vengon meno il kun Petruzziello e la roccia Spiniello, bloccati da problemi dell’ultim’ora, quindi solo tre uomini in panca, la new entry De Piano, e gli acciaccati Govetosa e Caliano, partono come detto in prima linea Mernone – a cui Pericolo per l’occasione gli ha concesso i galloni di Capitano e Forino nel ruolo di piloni, Sellitto è il tallonatore, in seconda si accomodano Balletta e G. De Mattia, mentre i due flanker sono Vietri e Capasso con Lombardi terza linea centro, Vc. Gaita è il mediano di mischia, Iannaccone l’apertura, i due centri sono A. De Mattia e Ruggiero, le due ali Raosa e Vg. Gaita, l’estremo Pericolo. Ha diretto l’incontro, per la prima volta ai biancoverdi, il sig. Daniele Lombardi della sez. di Torre del Greco, davanti ad un centinaio di spettatori che hanno subito le bizze di questo strano mese di aprile, che anche oggi ha alternato pioggia e calore nell’arco delle due ore. L’incontro prende il via, i gialloneri di coach Canturi, oggi in campo con il numero otto, in mezzo ai due flanker, inizia con più foga agonistica, i primi attacchi sono i loro, ma sin dalle prime battute la retroguardia avellinese sembra contenere con successo le sfuriate ospiti, che si rendono pericolosi solo all’ 8′ dalla piazzola , la traiettoria non è di quelle vincenti, anche l’Avellino comincia ad affacciarsi nei ventidue avversari senza provocare seri grattacapi, anche per Pericolo&company i tentativi di sbloccare il risultato arrivano dalla piazzola, ci prova Iannaccone al 16′ senza fortuna, e al 27′ centrando questa volta i pali, 3-0. La reazione dei cussini non si lascia attendere, facendo passare cinque brutti minuti al XV di casa, che soffre non poco le percussioni del massiccio pack di mischia, per somma di falli paga il buon Fabbro/ Sellitto per tutti, al 31′, dalla punizione nasce la meta dei calabresi dopo un lungo multifase non retto fino alla fine dai padroni di casa, fortuna che la posizione è defilata , il calcio aggiuntivo non trova costrutto, 3-5. Con un uomo in meno, i lupi dovrebbero accusare il colpo, invece non è così, da un’ azione della mischia iniziata da Forino, nasce l’intuizione della gazzella Iannaccone seguito come un’ombra da Pericolo, l’apertura dopo aver percorso una decina di metri, lo serve, Pericolo buca ed indisturbato va a schiacciare in meta la settima sinfonia dell’anno, Iannaccone, purtroppo nonostante la posizione centrale risulterà impreciso, 8-5. Cus di nuovo all’arrembaggio, ma Vietri&soci concedono solo un piazzato da distanza siderale, che non raggiunge i pali, quindi ci pensa ancora Pericolo che probabilmente va a realizzare una delle sue più belle mete in carriera,  sicuramente la più bella dell’anno dei lupi verdi dell’Irpinia, l’azione inizia proprio dal valente atleta aiellese che recupera l’ovale dai propri ventidue, quindi serve A. De Mattia che arriva in progressione nei ventidue avversari, prima di essere fermato riesce a servire ancora Pericolo che aveva creduto nella sua accellerazione, perfetto il tempismo nell’afferrare l’ovale a velocità stratosferica  e creare un nuovo varco che gli permette di finire la sua corsa al centro dei pali, la pulce Gaita va a raccogliere i due punti aggiuntivi 15-5, e tutti a riposo. Dalla panchina si predica calma, rientra Sellitto che nel frattempo ha scontato i dieci minuti di punizione, cambia l’assetto della mischia, il piccolo pastore Lombardi passa a pilone, Mernone retrocede in seconda, Balletta va a fare il numero otto. Ci si attende la reazione degli universitari, che attaccono con determinazione, ma la difesa irpina non concede sconti, innumerevoli sono i placcaggi effettuati ai più corpulenti avversari, che finiscono per perdere la calma, un stretta al collo a gioco fermo ai danni di Forino, non passa inosservata al direttore di gara che combina un giallo, siamo al 15′, le lancette sembrano non scorrere mai, nel frattempo gli ospiti ristabiliti la parità numerica, trovano la meta che li rimette in partita, al minuto 27′ da un azione di mischia sul lato sx un avanti giallonero riesce a schiacciare, tra le proteste dei locali che si lamentano dell’irregolarità della segnatura, in quanto è sembrato che l’autore del punto placcato da terra abbia fatto più di un movimento prima di depositare l’ovale aldilà della linea, il calcio a seguire non arriva a destinazione, 15-10. I lupi non si abbattono, sanno che il break non è più a disposizione, ogni altro errore potrebbe costare il match, quindi trovano le energie per ributtarsi in avanti, provando per due volte dai trenta metri il destro di A. De Mattia, che in entrambi i casi fa cilecca (31′ e 34′) al 36′ tocca a De Piano che prende il posto di Mernone – il serinese passa a numero otto, Balletta ritorna in seconda – uscito tra gli scroscianti applausi dei protagonisti in campo, e come detto da una coreografia allestita appositamente per lui, sembra finita, macchè! E’ il mai domo A. De Mattia che vuol suggellare la sua prestazione con il timbro personale alla gara, legge un passaggio tra due avversari e come un fulmine va ad intercettare l’ovale, ennesima fuga questa volta coronata dal settimo sigillo personale, egli stesso va a prendersi anche il +2 dalla piazzola, 22-10. La festa made in Irpinia ora può prendere inizio. Altri quattro punti da aggiungere alla graduatoria 19 (11 con la penalità) con l’ultimo banco di prova da disputare, quello di domenica prossima in quel di Catanzaro contro il Clan, dopo una prestazione del genere è lecito attendersi il bottino pieno? Lo sapremo tra sette giorni..
La formazione
15 Pericolo 14 Vg. Gaita 13 Ruggiero 12 A, De Mattia 11 Raosa 10 Iannaccone 9 Vc. Gaita 8 Lombardi 7 Capasso 6 Vietri 5 G. De Mattia 4 Balletta 3 Mernone (35′ s.t. De Piano) 2 Sellitto 1 Forino. Non entrati Govetosa e Caliano. (Aerre)

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Anche i compagni di squadra hanno voluto per così dire, portare in trionfo  Antonio Mernone
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