la meta di Nastri
La meta di Nastri

Otto punti di scarto – con uno in meno sarebbe arrivato il primo punto in classifica – ed un finale di 13-21 per l’non Alcott Napoli. Alla vigilia si sarebbe potuto tranquillamente sottoscrivere il verdetto del Santo Spirito eppure nel giorno in cui si riesce finalmente a ridurre il divario dalle big e si nega per la prima volta nella stagione il bonus agli avversari, i biancoverdi devono letteralmente mangiarsi le mani per la grande occasione sfumata. E’ il miglior Avellino dall’inizio del torneo quello visto oggi, un XV nel quale si registra l’assenza di ben cinque titolari, costretto a giocare con un uomo in meno per oltre 50 minuti, e con soli due cambi in panca per dare fiato ai compagni nel corso della gara. Tanti ostacoli, insomma, che Nastri e compagni hanno però saputo trasformare stavolta da attenuanti a stimoli e che se non fosse stato per i soliti, decisivi, cali di tensione nei momenti clou, avrebbero addirittura portato all’impresa del primo successo stagionale, in una gara dal pronostico blindato. Un’esplosione di entusiasmo mancata che però riconsegna la consapevolezza dei propri mezzi alla truppa di Fico e che getta, si spera, le basi per una pronta risalita della classifica. Profetico, ieri, l’intervento dell’estremo Pericolo – oggi impiegato come apertura – che aveva chiesto ai compagni di stringere i denti e combattere. I padroni di casa lo hanno fatto, in una partita dura e nervosa, caratterizzata dai molti colpi al limite del proibito e dal costante intervento del medico, su ambo i fronti. Al fischio finale a fare la differenza in favore della Alcott è l’esperienza, ma ci sono anche le mani di Avellino al cielo, ad esultare per la prima meta del torneo arrivata proprio allo scadere grazie al capolavoro di capitan Nastri.Fico è costretto nuovamente a rivoluzionare la formazione. Le assenze pesanti di Rauseo, Barbarisi, Allocca, Barca e Carpinelli costringono il tecnico ad una formazione di emergenza che vede Porcelli, Console e Iannaccone in prima linea, Forino e Venuso in seconda e Pasquale De Prizio, Iandolo e Liguori alle loro spalle. Per la ¾ l’unica riconferma è quella del mediano Caliano,affiancato, come detto, da Pericolo, dai centri Nastri e Cristian Borriello, dalle ali Ruggiero e Vietri e dall’estremo Bronzone. Come nelle ultime due apparizioni l’avvio è di marca biancoverde, con i primi tre punti che arrivano al quarto su piazzato di Bronzone. La Alcott non ci sta e prova a prendere in mano le redini del gioco, forse più con l’amor proprio che con il cervello. La diga biancoverde, costretta sulla difensiva, regge ed il gioco appare bloccato. Così i gialloblu provano la carta piazzato almeno per impattare. E’ il 10mo, ma il tentativo risulterà vano. La gara sembra scorrere via su questi binari ma al 19esimo l’equilibrio si rompe. Avellino paga il primo vero calo di tensione e gli avversari ne approfittano sfondando al centro e seminando i biancoverdi come birilli. Arriva la meta ed anche la trasformazione: 3-7. Un minuto dopo però ci pensa il solito Bronzone, ancora su piazzato, a riportare a vista gli ospiti. Il 6-7 carica i lupi e innervosisce i rivali, probabilmente convinti di poter fare un solo boccone degli irpini. L’affanno mentale dei gialloblu è tutto nella plateale simulazione che poco dopo costringe il direttore di gara a sventolare il giallo e a ridurre temporaneamente in 14 gli ospiti. La lezione viene però recepita – anche questa è l’esperienza – mentre sul fronte biancoverde si deve purtroppo registrare la leggerezza di Iandolo, che in barba alla severità mostrata dall’arbitro, si fa espellere per proteste al 28esimo costringendo i compagni a rinunciare al suo importante contributo per tutto il resto del match. Due minuti prima si segnala la sostituzione temporanea di Liguori, sanguinante e coraggiosamente in campo nonostante una lussazione alla falange rimediata nelle battute iniziali, tocca a Romano Borriello. Sullo scadere per Avellino arriva la grande occasione del sorpasso. Sugli sviluppi di un attacco Fico chiama la piazzola e sull’ovale si porta lo specialista Bronzone, la distanza però è notevole ed il calcio non riesce a centrare i pali. Tutto sommato il 6-7 con cui ci si avvicina all’intervallo è un ottimo risultato, ma gli ospiti non sono dello stesso avviso e così nel recupero arriva la doccia fredda. Seconda disattenzione dei lupi e puntuale seconda meta con tanto di comoda trasformazione, dopo una bella giocata degli uomini di Salierno, che fissa il 6-14 un attimo prima del riposo.Nella pausa Fico chiama a rapporto i suoi, chiedendo maggiore spirito di sacrificio ed incoraggiandoli a non mollare. I cambi oggi sono limitati e le opzioni a disposizione del tecnico praticamente nulle. La prima sostituzione è infatti forzata ed arriva al 47esimo quando Liguori è costretto ad abbandonare e Romano Borriello rientra, questa volta a titolo definitivo. Tre minuti dopo la Alcott allunga, ancora una volta con un’azione da sette punti che sembra spegnere tutte le velleità dei padroni di casa. E’ nel momento più difficile che però i lupi cacciano finalmente le unghie. Pasquale De Prizio e Pericolo sono degli autentici cicloni nei placcaggi, il poco più che debuttante Vietri sembra un veterano nel tenere la sua fascia di competenza, Nastri e Cristian Borriello guidano con sagacia la ¾ ed il XV irpino riesce più volte a rovesciare il fronte d’attacco, sfiorando la meta in un paio di occasioni. I gialloblu dal canto loro non sono appagati. Manca ancora il punto di bonus con cui fare un altro piccolo ma importante balzo in classifica. Per questo i partenopei raccolgono le ultime energie e si rituffano nella metà campo biancoverde. Fico butta in mischia l’esordiente Maione – incoraggiante il suo scampolo di gara – ed Avellino resiste con lucidità. Anzi, nel recupero, si regala una piccola grande soddisfazione. Caliano accende la lampadina e con un calcio taglia il campo per l’accorrente Nastri (nella foto) che arriva sull’ovale di gran carriera, resiste al placcaggio napoletano, e schiaccia i cinque meritatissimi punti dell’11-23. Il calcio a seguire di Bronzone è da posizione angolata ma è preciso e così il torrese può esplodere tutta la sua gioia e l’attaccamento ai colori biancoverdi mentre l’arbitro dice che può bastare così. “Viste le premesse temevo il peggio per noi oggi – commenta a fine gara il tecnico avellinese – ed invece dobbiamo disperarci per non averci creduto fino in fondo. La differenza di valori tra le due squadre non si è vista in campo e c’è l’amaro in bocca quantomeno per non aver preso il bonus del minimo scarto. I ragazzi meritavano questa iniezione di fiducia. Eravamo fortemente rimaneggiati dalle assenze eppure non hanno mollato fino al termine. Bene i giovani, De Prizio e Vietri su tutti, ma sono contento anche della grinta con cui ha esordito Maione e delle prove dei vari Bronzone e Borriello. La meta di Nastri infine è una vera e propria perla e soprattutto il simbolo plastico di quanto sia fondamentale la costanza e l’impegno nel corso della settimana ed il sostegno dei compagni in campo”. E proprio a proposito di preparazione Fico annuncia che la prossima settimana, in vista del presumibile anticipo al sabato contro Torre, le sedute di allenamento passeranno a quattro, dal martedì al venerdì. “Dobbiamo fare uno sforzo in più nella preparazione della gara – tuona – perché se recuperiamo la forma fisica possiamo dare fastidio a chiunque e magari scacciare quel mal di trasferta che per tanti fattori sembra attanagliarci da un po’ di tempo a questa parte”. In settimana i riflettori saranno però puntati anche sull’infermeria – dalla quale si spera arrivino buoni feedback per il naso ed il dito di Liguori ed il sopracciglio di Iannaccone, lacerati nel corso della battaglia – e sul Giudice Sportivo, il quale dovrà esprimersi su Iandolo e stabilire se Avellino dovrà rinunciare alla sua terza centro nella trasferta vesuviana. Mercoledì, infine, sarà il giorno in cui si completerà tutta la documentazione per l’allaccio del gas negli spogliatoi. L’acqua calda al Santo Spirito dovrebbe essere cosa fatta già per domenica prossima.

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