av- sc.r. cs
Il saluto iniziale nella gara di andata

L’Italia s’è desta! Sabato scorso la Nazionale Italiana di Rugby, ha battuto per la terza volta (seconda consecutiva) i vice-campioni del mondo della Francia, avevamo ricordato nell’ultimo comunicato, del 22-21, di due anni orsono al Flaminio, a questo punto va menzionata anche la prima vittoria, datata 22 marzo 1997 a Grenoble, Francia 32, Italia 40. Quattro mete a testa, con un Dominguez mostruoso sbagliò un solo calcio su 10. Noi sempre davanti, tranne 6 miseri minuti (dal 24’ al 30’), loro incapaci di prenderci, acciuffarci, controllarci, acchiapparci. Il 23-18 dell’Olimpico, non lascia alibi ai transalpini, che se due anni orsono uscirono sconfitti per un solo punto, hanno davvero poco da recriminare, l’Italia di Brunel, ha dimostrato davvero di potersela giocare alla pari, a tratti dimostrandosi addirittura superiore ad un avversario che storicamente ci ha sempre concesso solo le briciole. “Martirizzati. O più semplicemennte sconfitti. Per merito dell’Italia e non grazie al solito colpo di fortuna.”Così la stampa francese rende onore agli azzurri dopo la vittoria di ieri sulla Francia, nella partita d’esordio del Sei Nazioni 2013.

“Le “vacanze romane” non si fanno più. Roma è diventata per la Francia ovale un incubo. I Bleus non passano, l’Italia sembra la Francia non per le maglie, puntella la mischia e fa volare il pallone alla mano fino ai tre quarti ala: il rugby champagne è quello degli azzurri. Secondo tempo perfetto per i ragazzi di Brunel che inchiodano la volontà stessa di rimonta dei francesi – che a novembre avevano battuto Australia, Argentina e Samoa – e che alla fine annaspano confusi per paura e frustrazione: a Roma la Francia è “piegata” dall’Italia ” Così scrivono Le Monde e Liberation che spiega con la “combattività” degli azzurri una delle chiavi del match dell’Olimpico ma la squadra italiana ha confermato i “progressi” già visti con l’Australia.

La meta di Parisse in avvio, un drop ed un calcio dell’uomo del match Lucianino Orquera, la meta di Castrogiovanni trasformata sempre dall’oriundo di Còrdoba, ed il drop finale di Kris Burton, hanno regalato agli ottantamila dell’Olimpico, una giornata indimenticabile. Il passaggio dal decimo al nono posto nel ranking mondiale, a questo punto è più che meritato, sabato si va ad Edinburgo a Murrayfield, stadio dove gli azzurri hanno avuto la meglio solo in una circostanza, era il 24 febbraio del 2007, quando vinse la prima (ed unica)partita in trasferta nella storia del Sei Nazioni, 17-37, Mauro Bergamasco, Scanavacca, Robertson ed il vecchietto Troncon, gli uomini che andarono a meta, calci tutti trasformati per un totale di diciassette punti, dal mediano di mischia: il rodigino Andrea “Pepe” Scanavacca; Troncon eletto uomo del match. A questo punto, visto che gli highlander scozzesi, non sembrano attraversare un buon momento, la sconfitta 38-18 all’esordio con l’Inghilterra lo conferma, continuare a sognare ci sembra più che lecito. Anche ad Edimburgo, un tocco d’Irpinia (così come a Roma) rappresenterà l’Italrugby, una pattuglia capitanata dal Presidente Roca, sarà assiepata, insieme ad almeno seimila connazionali a Murrayfield.

Chiusa la doverosa parentesi, ci tuffiamo nuovamente in casa Avellino Rugby, dopo aver usufruito dell’ultima pausa del torneo, domenica i lupi ritornano in Calabria, il Macrì di Cosenza, ore 14:30, sarà il terreno di gioco dove si affronteranno la terza e la quarta forza del torneo, in una gara valida per la quarta giornata del girone di ritorno, del campionato di serie C, girone Calabria/Campania. La terza forza è una lanciatissima Scuola Rugby Cosenza, società cara al Presidente Pezzano, lo ricorderete nella gara di andata anche in campo, nel ruolo di apertura, reduce da tre vittorie consecutive, che tallona con 34 punti la seconda l’Arechi Rugby a 37 e la capolista Mastini(battuta due turni orsono 21-28) con 40.

Dall’altra parte, la rivelazione del torneo, l’Avellino Rugby, quarto con 28 punti(ed una gara in meno) reduce dallo storico primato, di quattro vittorie consecutive, ancora imbattuto in trasferta, quattro su quattro lo score lontano dalle mura amiche per gli irpini, già corsari in Calabria contro il Cus Cosenza (5-16)e a Catanzaro contro il Clan (15-18), oltre che a Salerno (10-19) e nel derby cittadino con i Wolves (0-95).Nella gara di andata, i bianconeri di mister Bacci, la spuntarono di misura, 3-7, in una gara molto equilibrata, i cosentini impressionarono per la granitica mischia, e per l’attenta difesa, che vietò alla band del duo Caliano&Bianco, di violare la propria area di meta, respingendo con ordine il disperato forcing finale. Per domenica, ci si ttende una partita simile, dove chi avrà più birra in corpo, e commetterà meno errori riuscirà ad uscire dal Macrì a braccia alzate. I due tecnici, come anticipato, hanno aggiunto una seduta supplementare, effettuata lunedì alle 14:30, seguita da quella di ieri sera, quella di domani, fissata in pomeridiana, chiuderà la settimana di preparazione al match. Molti gli assenti purtroppo, oltre ai due De Prizio e Pagano, hanno alzato bandiera bianca anche Rauseo, il ginocchio gli provoca ancora dolore, Fiore alle prese con le noie al quadricipite e Cristian Borriello per motivi familiari.

Caliano, che già può contare sul rientrante De Mattia, conta di recuperare anche il petisso Miele (dieci mete nelle ultime tre gare) che ancora non ha dato disponibilità per impegni già presi da tempo, e Iandolo, G.Lombardi, Caputo e Ruggiero, tutti fermi per febbre. Allarme rientrato per Spiniello, la roccia caprigliese, ha recuperato dal fastidio inguinale. Ci sarà invece il milite Liguori, assente dal 3 dicembre, per il corso Cam effettuato ad Udine, rientrato come annunciato alla base alla Caserma di Cerveteri, non vede l’ora di rientrare in campo. Facendo un balzo nel passato, non sarà una sfida inedita tra le città di Avellino e Cosenza, in quanto il sodalizio caro al Presidente Roca nelle stagioni 2003-04 e 2004-05, nelle quattro sfide, un Avellino Rugby alle prime armi, non riuscì a realizzare neanche un punto, subendone una scorpacciata , 0-88 e 107-0 nel 2003-04, 138 -0 e 0-126 nel 2004-05. Mentre nel 2007-08, l’anno in cui si decise di riiscrivere la Seniores guidata da Luigi Rea, nello stesso girone c’era il Cus Cosenza, inutile dirlo, andò male anche in quel caso. Mentre come già detto, lo scorso 9 dicembre ci fu la prima ed unica vittoria contro il Cus. Anche in questa circostanza, vista la concomitanza degli impegni, entrambe le squadre del capoluogo(i Wolves giocano a Catanzaro), hanno allestito un unico torpedone che le porterà alla volta della Calabria. (Arom)

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