fango e pallone
Inizia male il 2011 per l’Avellino Rugby

Tempo da lupi, come nella più classica delle tradizioni invernali locali, per la prima gara del 2011 dell’Avellino Rugby. A Parco Santo Spirito di scena la Alcott Napoli, partita bene ad inizio stagione e poi rimasta impantanata nel centro della classifica nel prosieguo del campionato.I biancoverdi – fortemente rimaneggiati dagli infortuni – scendono in campo con Iannaccone tallonatore, Barbarisi e Porcelli piloni, Spiniello e Venuso seconde linee, Carpinelli, Roberto De Luca e Aniello De Luca terze linee, a completare il pacchetto di mischia. Per la ¾: Caliano mediano di mischia, Nastri apertura, Rauseo e Carmine De Prizioprimo e secondo centro, Liguori e Romano Borriello ali e Cristian Borriello estremo.L’avvio sembra promettente per i padroni di casa, con il XV di mister Fico che attacca alla ricerca della meta, ma la reazione degli ospiti non si lascia attendere. Anzi, sono proprio i partenopei a passare al decimo grazie ad un preciso piazzato. Avellino è nervosa e subisce gli avversari, che rimpinguano il risultato al 15esimo grazie ad un ingenuità degli irpini, puntualmente punita dal fiscalissimo direttore di gara. Nastri e compagni regalano la mischia alla Alcott, che ringrazia, realizza la prima meta di giornata, ed allunga su trasformazione: 10–0. Avellino prova a riorganizzarsi, ma gli ospiti tengono saldamente in pugno il match, approfittando con sagacia delle opportunità fornite dal campo, come al 30esimo, quando sfruttano l’ennesimo attacco mettendo a terra l’ovale per il piazzato del 13-0. Sul finale di frazione finalmente Avellino si rialza e torna ad offendere. Il moto d’orgoglio porta i suoi frutti, con Barbarisi che ci crede e si infila tra le maglie napoletane per la meta che riapre la gara. Il calcio aggiuntivo è ben tirato da Rauseo ma la sorte oggi gli è evidentemente avversa, con l’ovale che impatta la traversa e torna in campo. Il più due non arriva, dunque, e il primo tempo si chiude sul 13-5 per Napoli.Con la panchina corta non è facile inventarsi qualcosa, e così nell’intervallo mister Fico tenta di lavorare soprattutto di psicologia sui suoi uomini, provando a far leva sulle motivazioni degli irpini per raddrizzare una gara tutt’altro che impossibile. La carica della panchina però, purtroppo per i lupi, non cambia l’inerzia della partita, con l’Alcott che parte subito forte e che con un gioco da 7 punti praticamente blinda il risultato. E’ il 45esimo e rassicurati dal largo vantaggio i napoletani tirano un po’ il fiato. La gara così inevitabilmente si spegne, in barba alla pioggia battente e al freddo pungente. Bisogna arrivare al 60esimo per un sussulto, con i biancoverdi che accorciano grazie a Roberto De Luca – che questa volta chiude magistralmente l’ennesima percussione di giornata – e a Rauseo, preciso su calcio aggiuntivo. 23-12, e ci sarebbe ancora il tempo per provarci. Ma la meta si rivela piuttosto il canto del cigno degli irpini che nel finale tornano a soffrire subendo altre due mete e due trasformazioni per il 37-12che va a referto.Il 2011 si apre quindi con una sconfitta, meritata, per la squadra del presidente Roca. Tante le attenuanti per i rugbisti di casa, compreso il maggior blasone dei rivali, tuttavia anche oggi gli avellinesi hanno dato spesso la sensazione di approcciare nel modo sbagliato alle fasi topiche del match. Da questo punto di vista, considerando che il XV irpino quest’anno appare notevolmente più competitivo, ci sarà tanto da lavorare per l’allenatore pomiglianese, che nelle settimane che verranno avrà il difficile compito di inculcare una mentalità meno arrendevole e più consapevole dei propri mezzi ai suoi ragazzi. In questo senso, la prossima gara – il recupero contro la capolista Santa Maria Capua Vetere, che, come anticipato, si terrà domenica prossima a Parco Santo Spirito – non rappresenta sicuramente il banco di prova più indicativo. Lavorare con costanza e concentrazione, senza fasciarsi la testa anzitempo: queste le virtù che i lupi dell’ovale devono sfoderare a partire da domani se vogliono provare a vincere la più dura delle battaglie.

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